|

Innovation Circus e Milano in Progress: i vincitori

Ottobre 13th, 2008 | No Comments | Posted in My Italian Startup

Si è concluso oggi Innovation Circus, la 9 giorni dedicata all’innovazione a Milano e provincia organizzata con l’aiuto e il patrocinio di diverse istituzioni e aziende, e l’infaticabile Maria Grazia Mattei.

All’interno di Innovation Circus si è svolta Milano In Progress, di cui vi avevamo parlato giovedì, e di cui oggi possiamo annunciare i vincitori. La votazione si è svolta coinvolgendo direttamente il pubblico (numeroso) presente ad entrambe le giornate, e ad essere giudicata era l’originalità della presentazione della propria idea imprenditoriale. I vincitori hanno vinto la possibilità di essere intervistati sulle pagine di Job24.it, il portale dedicato al lavoro del Sole 24 ore.

I vincitori sono stati: per la giornata di sabato, Critical City, “ii primo gioco di collaborazione urbana in italia”, una rete di giocatori che competono sul campo della creatività all’interno di un contesto cittadino; per la giornata di domenica invece, la vittoria è andata a CreActiveFour, un’agenzia di comunicazione tutta al femminile.

In generale si può tracciare un bilanco positivo delle due giornate, che hanno visto avvicendarsi sul palco aziende più o meno innovative, che andavano dal disegno 3D di pallets per il trasporto di merci, a società di consulenza e comunicazione sia on-line che off-line. Si sono presentate anche due aziende di cui vi avevamo già parlato e che hanno fatto il loro primo outing pubblico con un’idea di prototipo in mano: Glossom, il primo social network dedicato alla moda, con un respiro internazionale; e TripShake, servizio di domande e risposte  dedicato al mondo dei viaggi. Tra le iscritte al database di MyItalianStartup poi, si sono presentate anche Simplicissimus Bookfarm, e GingerGine, che ha presentato Shreppy, il personal shopper per l’elettronica di consumo.

Complimenti a tutti per l’evento e speriamo sia il punto di partenza per tanta altra innovazione a Milano e in Italia!

Tags: , , , , , , , , , , , ,

TwentyFour / 7 Innovation @ TOP-IX

Giugno 18th, 2008 | 1 Comment | Posted in Eventi

Ringraziamo Francesco Federico (GingerCraft) per questo articolo che racconta com’è andata a Torino, il 12 giugno 2008, all’evento TwentyFour /7 Innovation, organizzato da TOP-IX per discutere della situazione dell’innovazione in Italia.

24/7 Innovation, conferenza organizzata a Torino da TopIX, è stata un’utile occasione per fare il punto della situazione sullo stato delle startup Italiane e sulle possibilità ad esse offerte da pubblico e privato.

Innanzitutto va sfatato il mito secondo cui in Italia non esistono Venture Capital, in realtà ci sono sia Seed Capital, cioè fondi che danno un iniziale finanziamento utile alla startup per partire, che Venture Capital, cioè società che investono a startup già avviata una somma consistente, tale da consentire l’affermazione sul mercato del prodotto/servizio.

E’ stato proprio Gianluca Dettori, CEO di Dpixel, a sottolineare questo aspetto legato alle società di Seed Capital come la sua. Solitamente i Seed finanziano startup che spesso hanno solo una presentazione e qualche foglio di excel in mano, dando loro il denaro necessario per partire. Il loro intervento però non finisce lì, in quanto seguono la startup portandola al Round B. Il Seed diventa quindi un vero e proprio socio finanziario che si mette alla ricerca di un Venture Capital, sfruttando le sue conoscenze e la sua esperienza.

Cosa cercano i VCs? L’idea ha certamente la sua importanza, tuttavia essendo il settore del web in quotidiano mutamento, i VCs danno molta importanza al team, cioè alle persone. E’ infatti fondamentale che le persone siano capaci di adattarsi ai mutamenti del mercato, reinventando e persino stravolgendo completamente la mission iniziale laddove necessario.

Ivan Farneti, Partner di Doughty Hanson & Co, ha raccontato di aver avuto più volte occasione di rifinanziare progetti anche quando i primi tentativi avevano dato risultati deludenti. Quando il Venture Capital crede nelle persone e nel progetto, è disposto ad investire nuovamente perchè sa che una volta trovata la chiave di volta del progetto questo ripagherà tutti gli investimenti fatti.

Un altro elemento molto importante è dato dalla scalabilità del progetto, cioè dalla capacità del progetto di generare nel medio termine (3-4 anni) ricavi elevati. I VCs cercano il prossimo YouTube, Facebook, ecc. per rifarsi delle perdite che hanno con le startup finanziate che vanno male.

Detto questo è quindi evidente che una giovane startup Italiana deve avere sempre in mente il mantra “Act locally, think globally”, ovvero lavora in Italia, ma sviluppa da subito il tuo progetto in un’ottica internazionale. L’Italia da sola è un mercato ridicolo, nel quale anche l’idea del secolo difficilmente genera numeri interessanti. E’ fondamentale rivolgersi a tutto il mondo o, quanto meno, all’area Europea.

Mi piace riprendere il saggio monito del fondatore e CEO di vpod.tv, Rodrigo Sepùlveda Schulz, che ci ricorda che il VC non è una banca che ci presta dei soldi in cambio di una garanzia sulla casa; è un socio che entra in società portando denaro liquido in cambio di quote, ciò significa che col VC l’imprenditore dovrà lavorarci quotidianamente, da qui l’evidente necessità che vi siano non solo buoni rapporti, ma persino un vero feeling capace di rendere produttiva l’esperienza imprenditoriale.

Tags: , , , , , ,